L’obesità è un problema sempre più attuale e in crescendo.

Si parla di obesità al superamento di 30 di indice di massa corporea (BMI). Negli Stati Uniti si stima che vi sia un aumento dell’obesità pari al 34,9% tra la popolazione generale, benché anche in Italia stia diventando un problema in costante aumento.
L’obesità è il risultato di una complessa interazione di comportamenti, fattori ambientali e predisposizione genetica ed è associata ad un aumentato rischio di numerose malattie croniche, dal diabete all’ ipertensione.

Il ruolo dell’obesità nell’ortopedia.

Altrettanto forte ed importante è la relazione tra obesità e ortopedia. Alcuni distretti corporei come anca e ginocchio sono altamente colpiti da questa patologia che grava, benché in maniera minore, anche sulla caviglia. Infatti l’obesità incide limitatamente sull’artrosi di caviglia rispetto a quanto non sia per anca e ginocchio, ma svolge un ruolo importante nell’outcome chirurgico. In generale infatti per le patologie del piede e della caviglia l’obesità influisce negativamente nel post operatorio. È riportato in letteratura un aumento importante delle complicanze in particolare per quanto riguarda il rischio infettivo, il ritardo di guarigione della ferita chirurgica ed il rischio di eventi trombo embolici.

Le complicazioni dell’obesità per la protesi di caviglia.

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Parlando di protesica di caviglia, l’obesità espone ad un aumento delle complicanze sopra citate ed influisce negativamente anche sulla ripresa post operatoria, rallentandola. Infatti viene riferito dai pazienti, valutati con apposite scale di valutazione cliniche, una ripresa certamente presente e costante delle normali attività quotidiane e un sollievo dal dolore, ma comparati con pazienti con un normale BMI (indice di massa corporea) il loro recupero è indubbiamente meno rapido e raggiunge valori meno soddisfacenti.
La letteratura è invece più discordante sul tasso di revisione a cui si espone un paziente obeso. Alcuni articoli sottolineano come questo rischio sia aumentato, mentre altri evidenziano che il corretto posizionamento dell’impianto protesico possa ovviare a questa eventualità.
Un ulteriore dato, che è importante sottolineare e sul quale vari autori sembrano essere d’accordo, è la riduzione del peso corporeo. In uno dei suoi articoli, Beat Hintermann, osserva infatti una significativa perdita di peso (5% o superiore) nel 12% dei pazienti sottoposti ad intervento di protesi di caviglia, dopo un anno, da ricondurre alla ripresa delle normali attività quotidiane e dell’attività fisica.
Articoli commentati:
Gross CE1, Lampley A2, Green CL3, DeOrio JK2, Easley M2, Adams S2, Nunley JA 2nd2. The Effect of Obesity on Functional Outcomes and Complications in Total Ankle Arthroplasty. Foot Ankle Int. 2016 Feb;37(2):137-41.
Barg A1, Knupp M, Anderson AE, Hintermann B. Total ankle replacement in obese patients: component stability, weight change, and functional outcome in 118 consecutive patients. Foot Ankle Int. 2011 Oct;32(10):925-32.
 

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