Incontrarsi per crescere e migliorare: questo è l’obiettivo di serate come quella di ieri sera.

Era il Journal Club F.A.R.G. [Foot and Ankle Reconstruction Group], un appuntamento che abbiamo pensato e organizzato per discutere in uno scenario amichevole dei problemi e dei casi clinici che quotidianamente affrontiamo.

Il tema era un argomento di incontro tra traumatologi e chi, come il nostro gruppo, si occupa degli esiti post-traumatici e, quindi, per esempio di artrosi di caviglia e deformità. Abbiamo confrontato  articoli di riferimento sulla gestione delle fratture con nostri casi. La letteratura scientifica in generale non dovrebbe essere interpretata come una sequenza di regole da applicare acriticamente.

Al contrario, gli articoli scientifici sono una continua evoluzione  di problemi vecchi e nuovi, risolti in modo sempre più moderno. Talvolta moderno significa un passo in avanti, altre volte uno sguardo al passato.
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Frattura del pilone tibiale e il ruolo del perone

frattura-pilone-tibiale-placca-viti-MIPO

Frattura pilone tibiale ridotta e sintetizzata con placca e viti con metodica MIPO.
È evidente una ricostruzione anatomica della caviglia con placca impiantata con tecnica MIPO per la tibia e placca a viti del perone per ripristinare la lunghezza del perone.
Ripristinata la lunghezza del perone è evidente come l’articolazione sia tornata ad essere congruente.

Tra le informazioni tecniche che abbiamo acquisito, l’importanza della ricostruzione anatomica nelle fratture del pilone tibiale ed il ruolo del perone, è stata il fulcro della serata. Riuscire a ripristinare la lunghezza originaria prima di un trauma è un obiettivo fondamentale per il traumatologo, quando si parla di fratture del pilone tibiale, ma anche quando si affronta una semplice frattura bi o trimalleolare.

Il perone infatti ci guida nella riduzione della frattura tibiale e non solo, guida anche l’astragalo nella corretta posizione all’interno del mortaio della caviglia.

Un perone lungo indurrà una deformità in varismo, un perone corto in valgismo.

Al contrario, il ripristino della corretta dimensione invece favorirà il riposizionamento dell’astragalo nella caviglia ed una funzione armonica di questa articolazione.
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Artrosi e protesi di caviglia


Abbiamo poi parlato degli esiti e, quindi, dell’avvento dell’artrosi di caviglia. È forse l’articolazione per cui negli ultimi anni sono stati fatti i progressi più significativi.

10 anni fa, il gold standard per il trattamento era ancora l’artrodesi di caviglia [la fusione], oggi è chiaro invece che risparmiare il movimento è un valore importante anche per la caviglia. Questo favorisce un passo fisiologico e riduce gli stress articolari sulle articolazioni vicine. Traumatologi e protesizzatori dovrebbero lavorare a stretto contatto per avere risultati funzionali sempre più brillanti.

Ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato al nostro incontro.

Grazie al Prof. Filippo Randelli ed al Dr. Marco Berlusconi che, come sempre, hanno associato alla loro competenza, una grande disponibilità al dialogo e all’incontro, grazie ai loro collaboratori per i casi discussi, grazie o OTB [Ortopedia Borgotaro]: Dr. Liuni e Dr. Berni, che hanno supportato dall’inizio la nostra iniziativa.

Grazie infine al nostro gruppo [Dr. D’Ambrosi, Dr.ssa De Silvestri, Dr.ssa Camilla Maccario, Dr. Manzi, Dr. Indino], uniti e compatti verso traguardi sempre più avvincenti.
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