Ed eccoci, come ogni mese ormai da 3 a questa parte, per il nostro imperdibile Journal Club.
Stanchi ma carichi ci siamo ritrovati in una saletta che avevo riservato per avere un pò di privacy, in uno dei locali più in voga di Milano, senza per questo perdere concentrazione e voglia.
Lo scorso Giovedì abbiamo deciso di parlare del piede cavo.
Patologia sicuramente più di “nicchia” rispetto al piede piatto, merita una lezione a parte proprio per la sua complessità e variabilità.
Uno specialista del piede e della caviglia non può infatti non conoscerne le varie forme e la gravità ad esse correlate.
Ho scelto di trattare il tema valutandolo in particolare sotto il profilo della deformità e mettendolo in relazione alla caviglia.
Ha aperto i lavori Miriam che ci ha guidati nella diagnosi del piede cavo, elencando i test clinici utili per riconoscere questa patologia e capire se davvero si tratti di una condizione patologica o meno. Lo ha fatto attraverso l’articolo: “Subtle Cavus Foot: Diagnosis and Management”.
Andrea ci ha parlato della diagnosi radiografica: quali sono i parametri da tenere in considerazione, gli angoli da valutare e le proiezioni più utili per individuare ed analizzare il problema, lo ha fatto attraverso un articolo del mio amico Anthony Perera, che in passato mi aveva aiutato ad inquadrare con più facilità questa patologia: “Clinical and Radiographic Evaluation of the Cavus Foot”.
Claudia ha poi introdotto il tema chirurgico, parlandoci della correzione del piede cavo, soffermandosi in particolare sulle osteotomie di calcagno ampiamente descritte in letteratura ed eseguibili attraverso varie tecniche che ci ha illustrato e commentato grazie all’articolo: “What is the Role and Limit of Calcaneal Osteotomy in the Cavovarus Foot?”.
Camilla, proseguendo sul tema chirurgico, ci ha illustrato invece l’ampio tema dei transfer tendinei, spesso poco conosciuti e raramente presi in considerazione. Essi rappresentano invece un valido intervento correttivo meno invasivo e per questo da tenere assolutamente in considerazione nei pazienti di giovane età. L’articolo scelto per questo tema è stato: “Tendon Transfers in Cavovarus Foot”.
Riccardo ci ha parlato dell’instabilità peritalare laterale attraverso un mio articolo: “Lateral ankle and hindfoot instability. A new clinical based classification”, tema fondamentale e meno approfondito in letteratura.
A Cristian è toccato l’importante tema che mette in relazione il piede cavo e la caviglia vara. E’ sempre utile infatti non focalizzarsi solo su un problema, col rischio di perdere altri punti di vista. Spesso caviglia e piede sono associate e studiate come entità separate, ma questo è un errore che uno specialista del piede e della caviglia non può commettere. L’articolo approfondito in questo caso è stato: “Short-term Results of Total Ankle Arthroplasty for End-stage Ankle Arthritis With Severe Varus Deformity”.
Ultimo, ma non ultimo, Luigi che ci ha parlato delle osteotomie sopramalleolari per la cura della caviglia vara che spesso si associa al piede cavo: “Indications for Supramalleolar Osteotomy in Patients with Ankle Osteoarthritis and Varus Deformity”.
Anche questo mese il nostro JC ha riscontrato molto successo e la discussione è stata viva e produttiva.
La costanza e l’energia con cui ogni volta ci ritroviamo mi riempie davvero di entusiasmo: grazie ragazzi!

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