In questo articolo parliamo in dettaglio di:
Le lesioni osteoncondrali
Il fast track in chirurgia protesica

Eccoci di nuovo per il nostro consueto Journal Club!

Martedì, a casa mia, si è tenuto il nostro JC, quello più intimo, quello da cui è nato tutto e da cui siamo partiti. Questo JC, il nostro JC, è il momento in cui ci analizziamo, ci confrontiamo e, insieme, facciamo il punto.

La convivialità di una pizza a casa mia contribuisce a rendere il momento un evento caratterizzante per tutti noi. Questa serata è un punto fermo per non perdersi nei ritmi serrate quotidiani e nei diversi obiettivi della ricerca.

Infatti ritengo che continuare ad aggiornarci su temi specifici, ma anche analizzare la nostra attività scientifica sia fondamentale, soprattutto per un gruppo giovane ed entusiasta come il nostro.

Se il FARG è nato per l’esigenza di un confronto più aperto, anche con altri gruppi, il nostro JC ci aiuta a coltivare sempre di più il nostro entusiasmo e la nostra dedizione al lavoro.

In poche parole il nostro JC è “di casa”!

In questa occasione, oltre ad approfondire la letteratura più recente, ci dedichiamo a preparare i meeting programmati e a disegnare e verificare l’andamento dei nostri progetti di ricerca.

Si delineano i progetti futuri e si verifica il raggiungimento di quelli passati.

Questa volta ci siamo dedicati a due argomenti: la cartilagine articolare della caviglia ed il fast-track in chirurgia protesica.
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Le lesioni osteoncondrali

La prima parte, dedicata alla cartilagine, è stata, quindi, diretta da Riccardo.

Negli anni abbiamo ampiamente studiato la nostra tecnica chirurgica AT-Amic per la rigenerazione della cartilagine in ogni suo ambito: i risultati nei giovani, nei pazienti in sovrappeso, il ruolo dell’edema sub-condrale e la modalitàdi imaging ideale per analizzarla e quantificare il processo di guarigione.

Conoscere molti colleghi nel mondo ci permette poi di integrare quello che abbiamo imparato dalla nostra esperienza, per aprire prospettive diverse al nostro lavoro ed ai nostri pazienti.

Riccardo ha coordinato gli interventi di tutti noi proprio in questo senso. L’obiettivo è stato di fare il punto sui nostri studi e reinterpretarli alla luce di quanto pubblicato da altri gruppi.
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Il fast track in chirurgia protesica

Cristian e Camilla hanno guidato, invece, la seconda parte di questo JC, in cui abbiamo voluto fare il punto su una nuova metodica di gestione del ricovero del paziente sottoposto a chirurgia protesica.

Questo protocollo è finalizzato ad un controllo del dolore più attento e ad una dimissione precoce.

Si definisce Fast Track o Rapid Recovery.

Si tratta di un nuovo modo di vedere e concepire la gestione del ricovero e la dimissione per il paziente.

È stato sviluppato inizialmente negli Stati Uniti. Dire che sia nato per ridurre i costi è assolutamente riduttivo. In realtà è un programma che ha l’obiettivo di ridurre l’impatto dell’ospedalizzazione sul paziente:

meno dolore, meno “sensazione di essere stati operati”, degenza in ospedale più breve.

È evidente che il vero concetto alla base del fast-track è una maggior qualità del ricovero offerta al paziente. Come spesso succede, poi, un’organizzazione efficiente diviene anche economicamente sostenibile.

Pertanto, un’ulteriore motivazione per sostenere il fast-track è la riduzione dei costi degli interventi di protesi.

Il dr. Andrea Baldini, con cui ho l’onore di collaborare presso la clinica di Villa Olivella a Firenze, è probabilmente uno dei padri in Italia del concetto del Fast-Track per la Chirurgia del Ginocchio.

Infatti grazie all’unione di forze e competenza da parte di medici ortopedici, anestesisti, fisiatri e fisioterapisti, si è riusciti a sviluppare una metodica che permette al paziente un ottimo controllo del dolore nel post-operatorio.

La chiave è una corretta e calibrata somministrazione di farmaci e un rapido recupero delle funzione del malato. Il risultato è la dimissione precoce.

Il successo è evidente quando è il paziente stesso che chiede la dimissione precoce, perché non avverte la necessità di un ricovero prolungato.

Gli articoli da cui abbiamo fatto partire la nostra discussiones ono proprio del dr. Baldini:

In cui Camilla ci ha parlato del ruolo dell’anestesista nel controllo del sanguinamento e del dolore intra e post operatorio.

Cristian invece ha analizzato ancor più da vicino l’importanza di una ponderata terapia per il controllo del dolore post operatorio secondo protocolli validati e definiti.

Il JC rimane per noi un evento formativo fondamentale. Per quanto ogni giorno ognuno di noi si metta in discussione e si renda disponibile per continui scambi di idee e opinioni, il JC rimane un punto fermo nel nostra routine tra scienza e pratica.

Prossimo obiettivo: un vero fast-track per i pazienti affetti da artrosi di caviglia!
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