Questo mio diario sta quasi volgendo al termine, velocemente come veloci sono scorsi i miei mesi a Baltimora! Non posso però non raccontarvi un’ultima mia piccola avventura nella fortunata esperienza del corso pratico a Memphis.
Ero entusiasta quando Mark Myerson ha proposto, a tutti noi fellows, un corso pratico a Memphis: città della musica.
Ho subito dato la mia disponibilità. La velocità con la quale sono stata contattata dagli organizzatori del corso per comprare i biglietti aerei e prenotare l’albergo è stata sorprendente! In poche ore è stata organizzata la mia trasferta e quella di molti fellow sparsi per gli Stati Uniti.
Il viaggio per Memphis è stato lungo: le ampie distanze degli Stati Uniti si fanno sentire.

L’arrivo a Memphis

Arrivata, siamo stati subito portati presso il laboratorio organizzato appositamente per il corso. Le prove pratiche su cadavere richiedono infatti spazi appositamente adibiti. Molti di noi fellows si erano già conosciuti a precedenti meeting o corsi, era sempre bello l’ambiente che si veniva a creare ogni volta che ci incontravamo!

La strutturazione del corso

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Ogni prova pratica era anticipata da una piccola lezione. Siamo stati poi divisi in gruppi ed assegnati ad un tutor con il quale abbiamo potuto discutere di vari casi clinici, esponendo domande, chiarendoci dubbi.
Il corso era tenuto da alcuni tra i più importanti chirurghi ortopedici degli States: Gregory C. Berlet, James DeOrio, Robert B. Anderson, Bruce E. Cohen e W. Hodges Davis.
Il corso, della durata di 2 giorni, è proseguito il giorno seguente di buon mattino.

Gli Stati Uniti, la libertà e la semplicità

Le cose che mi sono piaciute di più degli Stati Uniti e che ho sempre notato e invidiato, sono la semplicità e la libertà con cui i fellow si rivolgono ai loro docenti. Il clima rilassato e informale permetteva l’instaurarsi di un rapporto libero da “sudditanze” volto interamente al miglioramento e all’acquisizione di un knowhow personale.
Nonostante l’intensità del corso, che ci aveva davvero stravolti, la sera siamo riusciti a riunirci per una cena memorabile a cui tutti hanno partecipato: fellow, docenti e organizzatori del corso. Il clima conviviale che si crea in queste circostanze è divertentissimo e permette di creare legami e rapporti di amicizia fondamentali, non solo tra fellows, ma anche con i docenti. Avere una persona a cui poter chiedere aiuto in caso di difficoltà o a cui chiedere un consiglio è fondamentale durante la propria pratica medica.

Una tappa obbligata: la casa di Elvis Presley

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Prima di tornare a Baltimora però, mi sono voluta togliere uno sfizio: non potevo lasciare Memphis senza aver visitato la casa di Elvis Presley! E così fu! Greaceland: la tenuta e casa di Elvis Presley, tanto maestosa quanto pacchiana in perfetto stile americano! Difficile rimanere impassibili davanti a questo Paese come difficile è non farsi incantare dal fascino di quello che è da sempre l’emblema del “sogno americano”.
Nonostante l’America rimanga per me un paese pieno di forti contraddizioni che odio e amo nello stesso momento, non posso negare che questa esperienza americana mi abbia dato la possibilità di crescere non solo professionalmente, ma anche nella vita di tutti i giorni.

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