Gli obiettivi di una visita ortopedica

I miei obiettivi, come chirurgo della caviglia e del piede, quando incontro un paziente per la prima volta sono:

  1. diagnosi;
  2. individuazione di un’ eventuale indicazione chirurgica, distinguendo un paziente candidato a chirurgia, da un paziente che non ha bisogno di chirurgia;
  3. proposta e condivisione dell’iter terapeutico, che, talvolta, può passare anche attraverso un ulteriore approfondimento diagnostico.

Una credenza popolare diffusa è che per ottenere una diagnosi sia sufficiente leggere un referto o passare direttamente ad un esame di imaging di secondo livello, come per esempio una risonanza magnetica.

In realtà, non è così.

Qualsiasi esame ha bisogno di essere interpretato alla luce del dato clinico (ossia della visita) e, davvero, una RMN (risonanza magnetica), per esempio, raramente ha un impatto determinante nel mio processo decisionale, così come in quello di ogni chirurgo.

D’altro canto, è bene riconoscere che non tutti i disturbi del piede, sono di pertinenza del chirurgo della caviglia e del piede e, comunque, non tutti sono di sua esclusiva pertinenza.

In alcuni di essi, il chirurgo è parte del team.

Spesso, per esempio, ricevo delle richieste via email in merito a suggerimenti per tumefazioni e gonfiori al piede.

Queste possono dipendere da patologie del piede o della caviglia, come l’artrosi di caviglia per esempio.

In tal caso, la mia visita chiude il cerchio, offrendo diagnosi e percorso terapeutico.

Altre volte, però, le motivazioni che producono gonfiore possono essere indipendenti dal piede stesso (insufficienza vascolare, ipertensione).

Per questo motivo, il medico di base svolge una importante funzione di filtro. Ha il ruolo di ottimizzare le risorse del Sistema sanitario Nazionale, ma anche di guidare il paziente che decida di procedere privatamente.
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L’importanza della visita specialistica

visita ortopedica piede caviglia online

Ecco perché non è possibile offrire un parere medico dopo un messaggio WhatsApp, dalla bacheca di Facebook o rispondendo ad una email.

L’intervista del paziente è uno dei momenti principali.

Guardare negli occhi un paziente, capire qual è il problema che lo ha portato da me e quali aspettative possa avere nei confronti di un eventuale percorso di cura.

Di volta in volta, questi punti aprono scenari diversi: il lavoro, la famiglia, l’emotività.

La medicina non è una scienza esatta ed è necessario uno strumento che permetta di interagire, esattamente come succede durante una visita in studio.

Un messaggio o un lungo riassunto possono raccogliere il vissuto del paziente in modo esauriente, ma non offrono la possibilità di un confronto.

La telemedicina risponde a queste esigenze.

Il colloquio è, quindi, davvero importante, ma è altrettanto importante poterlo distinguere da una chiacchierata. È il Medico a guidare il colloquio.

Questo permette di ottenere le informazioni chiave, utili per la cura della patologia.

Una visita deve offrire al paziente delle risposte chiare e, perché questo possa succedere, sono necessari un percorso ed un colloquio, entrambi ordinati.

La visita è il momento in cui valutare piede e caviglia mentre funzionano o “non funzionano” adeguatamente.

Il chirurgo studia l’allineamento e la funzione, analizzando appoggio, equilibrio e passo.

Questo è un momento ben distinto dall’intervista del paziente, in cui l’occhio clinico dello specialista va ad analizzare aspetti chiave che lo possono avvicinare alla diagnosi.

Questo piattaforma tecnologica (APP) mi permette di mantenere separati i due momenti dell’intervista e della valutazione, dando modo al paziente di fornire degli elementi chiave, molto vicini a quelli che analizzo durante una visita, tramite foto e filmati e a me di analizzarli.

L’obiettivo è una sintesi chiara ed efficace, che si traduce in una diagnosi ed in un percorso terapeutico in cui gli step risultino ben definiti.
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Prima visita online

Piede e caviglia sono più facili da condividere di altri distretti.

La chirurgia del piede e della caviglia necessità di imaging con diversi obiettivi.

L’esame, tuttavia, più frequentemente richiesto è rappresentato da semplici RX piedi e caviglie in carico bilaterale.

Si tratta davvero di un grande vantaggio informatico: sono esami poco pesanti da condividere e a cui il chirurgo, grazie al nostro sistema può avere facilmente accesso.

Questo è indubbiamente vero per le patologie dell’avampiede, dove il chirurgo con esami in carico (RX piedi in carico) può studiare l’entità della deformità, la sua possibile evoluzione e, pertanto, in caso di indicazione chirurgica, selezionare la tecnica più adatta e direttamente discuterla con il paziente, come in una visita in studio.

Condividere queste immagini tramite l’APP è facile e veloce. Si tratta di immagini poco pesanti e facilmente condivisibili, senza che venga richiesta una rete ad alta velocità.

Non è diverso per quadri di:

  • esostosi retroachillea (tendinopatia inserzionale achillea);
  • fasciti plantari (con relative spine calcaneari).

Altre patologie, invece, come:

  • tendinopatie achillee e non;
  • piede piatto,
  • piede cavo;
  • patologie della Lisfranc;
  • instabilità di caviglia;
  • patologie della cartilagine della caviglia;
  • artrosi di caviglia,

richiedono spesso una visione tridimensionale.

In questi casi le RX di piedi e caviglie in carico bilaterale rappresentano una fondamentale indagine di imaging di primo livello per il chirurgo, facilmente e velocemente condivisibili sulla piattaforma, che, poi, potrà scegliere di richiedere ulteriori approfondimenti, TAC caviglia e retropiede e RMN caviglia e piede, proprio come in una visita in studio.

In questi casi ad una prima condivisone dei semplici esami in carico, sarà possibile prevedere la condivisione di esami più pesanti da condividere, utilizzando strumenti dedicati.
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Controlli post-operatori online

Nei primi controlli post-operatori, per me è fondamentale seguire l’andamento della ferita per poi procedere direttamente (o indirettamente, grazie all’aiuto di infermieri o di medici vicini a casa del paziente) alla desutura nel momento giusto.

Il nostro sistema standardizzato di condivisione di immagini permette di seguire il paziente in un modo ancora più capillare di quanto non fosse possibile con il solo accesso allo studio.

La gestione, poi, dei controlli nel tempo, grazie alla condivisione di immagini cliniche, filmati e imaging di controllo (RX in carico facilmente e velocemente condivisibili) mi permette di valutare nel tempo quelli che sono gli obiettivi dell’intervento:

  • stabilità della correzione nel tempo;
  • ripresa della funzione.

Anche in questo caso, ritengo che il mio ruolo, come chirurgo, sia quello di osservare l’evoluzione nel tempo di un trattamento e guidare il paziente nel suo decorso, comprendendone le ansie e cercando di aiutarlo a trovare gli stimoli giusti.
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#caricareperguarire

caricare per guarire

Spesso mi rivolgo ai miei pazienti come a dei guerrieri nel loro percorso di guarigione.

Sono convinto che questo percorso passi attraverso l’informazione da parte del medico e la motivazione da parte del paziente.

La telemedicina può davvero determinare un ruolo chiave e sorprendente.

Questo momento storico ha cambiato profondamente la nostra vita.

La capacità di adattarci al cambiamento e di evolverci farà la differenza nell’individuare nuove opportunità terapeutiche e svilupparle.

Insieme è possibile.
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