Le trappole per il piede e la caviglia.

Anche una gioiosa giornata di mare e di sole a bordo di una barca a vela, lungo una delle tante belle coste italiane, può nascondere qualche insidia. Basta fare un po’ di attenzione per evitare spiacevoli imprevisti.

Sicuramente un peggioramento delle condizioni atmosferiche oppure in inconveniente a carico della vela o del motore ma nulla e paragonabile al danno derivante da un trauma accidentale a carico del piede o della caviglia di un qualsiasi membro dell’equipaggio per aver inavvertitamente urtato contro una delle innumerevoli trappole di cui è generosamente cosparsa la tuga (per i non addetti ai lavori la superficie calpestabile, di qualsiasi barca a vela indipendentemente dalla lunghezza e dalla stazza).

La prima raccomandazione, per chi affronta una crociera in barca a vela, è quella di munirsi di scarpe adatte. Scontri accidentali con “trappole” come lo strozza-scotta, il carrello del fiocco, un candeliere della battagliola o un ancoraggio delle varie drizze, rendono alto il rischio di contusioni all’estremità degli arti inferiori.

Un’adeguata calzatura tutela da insidie ancor più banali. Può sembrare strano ma è molto comune, soprattutto nei neofiti, il desiderio di godere pienamente del senso di libertà che il camminare scalzi regala. Presi dall’emozione del navigare e rapiti dall’immagine delle vele gonfie , è facile urtino -più o meno violentemente- con qualunque parte del piede dalle dita al tallone alla caviglia.

Tranquillizziamoci, le fratture alle dita del piede possono essere molto dolorose ma guariscono senza bisogno di immobilizzazione o particolari tutori. Discorso diverso per i traumi che interessano mesopiede o retropiede. Nel sospetto infatti di una frattura di un osso metatarsale o di calcagno è importante quantomeno eseguire una radiografia per poter pianificare il trattamento opportuno.

Ricordate, curare appropriatamente il danno può essere una scocciatura ma è sempre meglio che ritrovarsi con un postumo.

Salutando tutti gli appassionati non mi resta che dire a tutti gli amici velisti: “buon vento”!

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