Artrodesi o protesi di caviglia? Oggi non è più una domanda attuale

È chiaro, infatti, come esistano indicazioni chirurgiche per la protesi di caviglia e  indicazioni per artrodesi. Si parla di pazienti diversi con problemi ed esigenze diverse.

Le discriminanti che devono guidare il chirurgo nella scelta sono: età, deformità e qualità del tessuto osseo.
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Età

Oltre il 70% dei casi di artrosi di caviglia sono post-traumatici e quindi  interessano pazienti che generalmente sono più giovani di quanto non  avvenga per altre articolazioni, come anca e ginocchio. Oggi è chiaro: anche i pazienti giovani possono pensare e sperare di  preservare il movimento della caviglia.

Infatti, è in un paziente con richieste funzionali più importanti che fa  la differenza preservare il movimento a vantaggio dell’articolazione malata  e di tutte quelle vicine ad essa. Quindi l’età non è una controindicazione alla scelta di applicare protesi di caviglia!
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Deformità

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Una protesi di caviglia per poter “funzionare” equilibratamente deve essere posizionata  con un buon allineamento.  D’altro canto spesso il paziente affetto da artrosi di caviglia sviluppa delle gravi deformità.  In passato si pensava che queste deformità rappresentassero una  controindicazione all’impianto di protesi di caviglia per via della difficoltà del  chirurgo nell’ottenere un arto ben allineato.

Oggi moderne tecniche  chirurgiche osteotomiche che si avvalgono di tecniche di planning (progettazione) tecnologicamente all’avanguardia permettono di correggere le deformità con successo e favorire l’impianto di una protesi di caviglia nello stesso intervento, quando necessario. In definitiva, anche la deformità non rappresenta un’assoluta controindicazione alla scelta protesica.
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Bone-Stock

È il termine con cui il mondo scientifico descrive la qualità e la quantità d’osso di una articolazione. Nel caso della caviglia l’elemento critico è spesso l’astragalo. Ogniqualvolta il bone-stock astragalico sia insufficiente si determina una controindicazione alla scelta della protesi di caviglia.

Pazienti con qualità ossea insufficiente dovrebbero essere pertanto sottoposti ad artrodesi (procedura di fusione della caviglia), prestando pero’ attenzione a preservare la lunghezza dell’arto grazie anche all’utilizzo di cage (cubi) in trabecular metal che vadano a colmare le lacune ossee presenti senza richiedere accorciamento dell’arto.

Una grave carenza di quantità e qualità ossea è senza dubbio una controindicazione alla scelta protesica. In questi casi esistono comunque soluzioni affidabili per eseguire artrodesi riducendo al minimo la perdita ossea grazie all’innesti di nuovi  materiali (trabecular metal) che l’organismo legge come osso vero e proprio e va ad abitare.
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