Introduzione

L’alluce valgo è, per un chirurgo ortopedico, la patologia del piede che porta con più frequenza all’intervento chirurgico.

Il valgismo dell’alluce rappresenta infatti la prima causa di chirurgia del piede nella donna e la seconda nell’uomo dietro all’alluce rigido, patologia meno conosciuta, ma molto comune.

Il motivo che lo rende così frequente è che la correzione di questo problema, al contrario di altre patologie, raramente non passa attraverso la chirurgia.

Il plantare – ad esempio – può essere una valida opzione terapeutica palliativa poiché può certamente alleviare i sintomi, ma non risolvere il problema.

In aggiunta, pediluvi, massaggi e ginnastiche correttive, pur non causando danni, non costituiscono né una cura né un valido aiuto.

A onor del vero, se il dolore principale non è a livello dell’alluce valgo, ma dei metatarsi centrali – la cosiddetta metatarsalgia – il plantare può essere un valido alleato nel controllo della sofferenza.
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I sintomi dell’alluce valgo

I sintomi principali legati all’alluce valgo sono davvero molteplici, anche se alcuni sono piuttosto comuni a tutti i pazienti.

L’autodiagnosi non può certo sostituire la visita specialistica, tuttavia se si nota l’articolazione del primo metatarso che:

  • comincia a essere evidente sporgendo medialmente [cipolla] (alluce storto);
  • presenta esternamente un arrossamento locale della pelle;
  • deforma le scarpe che utilizzi proprio alla base dell’alluce,

è molto probabile che sia l’inizio di un alluce valgo.

È altrettanto tipico il dolore a livello della cosiddetta “cipolla”, la sporgenza che crea il metatarso con la sua “borsa”, sporgendo medialmente.

Nell’articolo in cui abbiamo descritto approfonditamente la diagnosi, l’importanza della visita specialistica e l’intervento chirurgico di alluce valgo, abbiamo analizzato il dolore sottolineando come non si localizzi solo a livello del primo dito:

alluce valgo

Non sempre il dolore è localizzato solo ed esclusivamente a livello dell’alluce. Anzi talvolta non è l’alluce a dare problemi, bensì le articolazioni o addirittura le dita vicine!

Infatti, proprio a causa della deviazione dell’alluce, che non svolge più il suo ruolo di spinta principale durante la fase del passo, si può avere un sovraccarico dei metatarsi minori, percepito dal paziente come un forte dolore a livello della pianta del piede (metatarsalgia).

Non è raro che si formino inoltre dei fastidiosi calli che nonostante le più meticolose attenzione di cosmesi, irrimediabilmente recidivano.Spesso il paziente riferisce la sensazione di sassolini nelle scarpe, proprio sotto le dita dei piedi: altro non sono che i metatarsi appesantiti da una mole di lavoro eccessiva per l’incompetenza dell’alluce.

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20 minuti: il tempo medio di un intervento di alluce valgo

Storicamente sono state proposte numerose tecniche chirurgiche correttive per il valgismo dell’alluce: i progressi scientifici e chirurgici hanno rivelato l’efficacia di alcune di queste tecniche e – al contrario – l’inefficacia di altre.
Ad oggi, le tecniche più utilizzate sono:

  • la tecnica mini-invasiva;
  • la chirurgia aperta;
  • le tecniche miste.

La tecnica mini invasiva grazie alle ridotte incisioni cutanee e alla ridotta esposizione dei tessuti molli, permette di ridurre il dolore, il sanguinamento, il gonfiore e velocizzare il recupero nel post operatorio.

Le tecniche miste – in aggiunta – prevedono l’utilizzo di mezzi di sintesi, ossia piccole viti, che non modificano i vantaggi della mini-invasività ma addirittura ne amplificano le possibili applicazioni, mentre le tecniche “open” permettono al chirurgo di “esporre” il tessuto osseo.

In un intervento senza complicazioni e di una deformità isolata, cioè non parte di una sindrome, la durata è di circa 20 minuti.

In linea generale, si tratta di interventi programmabili con un’anestesia periferica (addormentando l’arto dalla gamba in giù o dalla caviglia in giù) ed in regime di day hospital.

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30 giorni: il tempo medio per tornare a indossare scarpe basse

Terminato l’intervento, al paziente viene concesso il carico immediato con una scarpa post operatoria ortopedica per alluce valgo piana che dovrà portare per circa 4 settimane.

Abbiamo più volte affrontato il tema di quando consigliare l’intervento e se esiste una stagione migliore di altre. La risposta è che la bassa invasività di questo tipo di intervento lo rende eseguibile in qualsiasi stagione, a patto che ci si possa regalare un po’ di riposo per i giorni immediatamente successivi all’operazione.

A 30 giorni dall’intervento comunque, è concesso il ritorno ad una calzatura normale e comoda.
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90 giorni: il tempo medio per tornare a indossare scarpe con tacco alto

(Youtube Alluce Valgo)

Per scarpe strette in punta e con tacco alto, è consigliabile attendere circa 90 giorni, gli stessi che sono consigliati per riprendere attività sportive impegnative.
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Conclusione

È evidente che la “cipolla” o l’“alluce storto” si possono identificare senza bisogno di essere medici. Quello che il chirurgo del piede ci può dire è che tipo di alluce valgo abbiamo, la sua evoluzione e sulla base di questo programmare il trattamento.
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