Prevenzione e cura del piede e della caviglia del bambino che gioca a tennis

Sono giorni di gloria per il tennis femminile. Irripetibile.

Immagino che tanti dei vostri figli e figlie saranno quantomeno incuriositi da questo sport.

Questo pensiero mi rallegra molto.

Il tennis è uno sport eccezionale; allenamenti intensi ed impegnativi offrono diversi benefici anche per il piede e la caviglia dei vostri bambini. Cambi di direzione, frenate, accelerazioni, salti, scivolate, tutto a vantaggio dell’allenamento della caviglia.

Se pensate sia singolare parlare di completezza per questo nobile sport – da sempre tacciato di creare scompensi nei giovani atleti che lo pratichino – vi riporto di seguito il parere e l’esperienza di un saggio collega che ha vissuto tra le mura domestiche il pregiudizio di cui vi ho appena parlato. Spero che il racconto della sua esperienza sia per tanti “illuminate”

“Mi chiamo Giuseppe, sono un medico. Un odontoiatra, impegnato da sempre nello studio e nella cura delle problematiche della bocca. Problematiche che possono dare conseguenze sulla postura del bambino e dell’adulto.
Sono anche un nonno ed in questi giorni mi sono scontrato (benevolmente) con mia figlia (anche lei medico) e la sua pediatra. Parlando del più e del meno mi sono permesso di proporre il tennis (ne sono innamorato da sempre) come futura attività ludico sportiva della mia nipotina.
Suggerimento bocciato subito. Il loro è stato un coro unanime, il tennis? Lo sport asimmetrico per antonomasia.
Immaginare la mia delusione. Non tanto per il rifiuto, quanto perché mi sono reso conto che come spesso accade la gente pontifica su cose che non conosce.
È così! Mamme apprensive e pediatri disinformati, spesso impediscono ai bambini di provare e/o praticare uno sport completo.
Il tennis moderno, consigliabile ai bambini dai 6 anni in su, prevede fasi di allenamento che partono da versioni definite “mini”, ovvero strutturate tenendo conto del particolare momento psicofisico del bambino.
Il “mini tennis”, appunto, si gioca su campi ridotti a misura di bambino, con reti più basse, mini racchette e palle depressurizzate (dai sei agli otto anni la loro velocità è pari alla metà di quella raggiunta delle normali palle utilizzate dagli adulti, mentre fra gli otto ed i dieci anni è inferiore del venticinque percento).
I bambini nella fase iniziale d’apprendimento, si allenano sempre e solo in gruppo; alternano giochi a prove di attività motoria globale come: salti, corse, cambi di direzione, rotolamenti, giochi di equilibrio con l’obiettivo di riequilibrare la simmetria del corpo.
Nella seconda fase, i bambini giocano alternando l’uso delle mani, senza chiedere loro alcun movimento “tecnico”. Sono infatti stimolati a colpire più palle possibili evitando tempi morti, questo per far si che il loro divertimento sia massimo.
È solo con l’andare del tempo, che i bambini svilupperanno sempre di più capacità di coordinazione e percezione e anche quelle tecniche, tattiche e strategiche.
Spero che questa mia umile e brevissima sintesi sia utile per far capire ancor di più che il gioco del tennis non solo va bene per i bambini, è addirittura consigliabile per incrementare il loro patrimonio motorio perché ricco di abilità, manualità, agilità, destrezza, coordinamento e capacità di concentrazione.
Permettete dunque ai vostri figli di praticare il tennis serenamente ed abbiate cura di scegliere il maestro e la scuola giusta.”

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