Idrochinesiterapia; il semplice camminare in acqua.

Vediamo di chiarire però come una terapia così semplice possa essere così importante e addirittura fondamentale in seguito ad alcune tipologie di interventi o patologie.

Cos’è la tecnica dell’Idrochinesiterapia

Quello che si vuole ottenere con questa pratica è il riadattare propriocettivamente il piede e la caviglia al carico.
Infatti quello che si chiede non è di camminare in un catino d’acqua, bensì camminare con l’acqua alta fino alla vita in modo che questa eserciti una funzione di sostegno e che permetta al paziente di camminare con meno disagio, in sicurezza, senza la paura di cadere o di “sentire male”.
Spesso infatti in seguito ad un intervento o a causa di un disagio già presente, si tende a camminare in modo scorretto, per paura di sentire male.

Le fasi del passo

L’acqua quindi può essere un valido aiuto per riprendere una corretta deambulazione che tenga presente delle 3 fasi del passo:
1) appoggio del tallone,
2) appoggio della pianta,
3) fase propulsiva di spinta dell’alluce.

Quando usare l’idrochinesiterapia

L’idrochinesiterapia è particolarmente importante in seguito all’intervento di  sostituzione protesica della caviglia, una volta che la ferita chirurgica sia guarita, ma anche per riprendere la deambulazione dopo importanti episodi   di distorsione di caviglia.
Proprio perché è l’acqua il nostro più importante “fisioterapista” questa terapia può essere svolta in assoluta autonomia.

Scrivimi ora