La distorsione di caviglia è una lesione piuttosto comune: ogni giorno in Italia si verificano circa 10.000 distorsioni di caviglia. Si tratta di un movimento, il più delle volte, in inversione del piede e della caviglia.

Una distorsione di caviglia non deve mai essere sottovalutata, ma al contrario va sempre valutata con grande attenzione.

Nonostante però il paziente sia soprattutto focalizzato sui legamenti e su una loro eventuale lesione, la maggior parte delle volte, non sono questi a rappresentare il vero problema.

Al contrario del ginocchio, infatti, i legamenti della caviglia sono extra-articolari. Questo significa che se da una parte abbiamo un maggiore rischio di rottura, in particolare del Legamento Peroneo Astragalico Anteriore, dall’altra abbiamo la quasi certezza che questo si ri cicatrizzi guarendo il più delle volte, senza alcuno postumo.

La lesione cartilaginea: lesione osteocondrale

Il vero problema, benché meno conosciuto e quindi sottovalutato, che può seguire una distorsione di caviglia è rappresentato dalla lesione osteocondrale. La lesione osteocondrale o cartilaginea è una delle patologie più comunemente riconducibili ad un trauma della cartilagine.

La cartilagine

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La cartilagine è il delicato tessuto che riveste le nostre ossa, situato dove queste ultime si articolano tra di loro: cioè a livello dell’articolazione.

La cartilagine ha caratteristiche istologiche e bio-meccaniche che variano da articolazione ad articolazione. Per esempio, la cartilagine del ginocchio è diversa da quella della caviglia e non può sostituirla con pari efficacia, e viceversa.

Si tratta di un tessuto non vascolarizzato, ricco d’acqua, la cui densità varia a seconda della presenza di acido jaluronico e di altri gligosamminoglicani che i condrociti (le cellule produttrici) generano, depositano e metabolizzano.

Le lesioni della cartilagine possono essere limitate solo ai vari strati che compongono la cartilaginee o coinvolgere l’osso spongioso sottostante, determinando quella che viene definita lesione osteocondrale.

La lesione osteocondrale è spesso associata ad edema osseo che circonda l’area di lesione e che, nella gran parte dei casi, è responsabile del doloreQueste lesioni hanno di solito un’origine post-traumatica (tipicamente una distorsione di caviglia o una instabilità cronica della caviglia) anche se poi è la loro cronicizzazione a determinarne la sintomatologia e il conseguente ricorso a cure fisioterapiche fino, talvolta, alla chirurgia.

Sintomatologia e diagnosi

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La lesione osteocondrale può interessare qualsiasi articolazione (in particolare quelle sottoposte al carico). Chi è affetto da questa patologia accusa un tipico dolore in corrispondenza della caviglia o, più in generale, dell’articolazione interessata.

Di solito i risentimenti si percepiscono più acutamente durante il cammino o stando in piedi, ma non è raro che il paziente riferisca il presentarsi della sintomatologia anche a riposo. Gonfiore e riduzione del movimento sono altri sintomi che spesso vengono lamentati anche se non sono direttamente correlati alla sede della lesione.

Il paziente talvolta fatica ad associare l’insorgenza della sintomatologia ad un danno causato da un precedente urto o distorsione, anche se la storia delle lesioni osteocondrali è strettamente connessa a un trauma e ad instabilità (lesioni legamentose).

Solitamente queste lesioni si evidenziano in un secondo momento, lontano dall’evento scatenante. È importante, per una corretta valutazione, richiedere come esami diagnostici una Risonanza Magnetica e una TAC per ben valutarne l’estensione e la conseguente gravità e impostare il trattamento più indicato.

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