La scarpetta le calza perfettamente, il suo piedino slanciato e minuto scivola sinuosamente come in un guscio di velluto…

Non si tratta della favola di Cenerentola bensì del sogno di una ragazza con un piede non poi così lungo quanto largo.

La mia storia

L’alluce del mio piede sinistro all’età di 25 anni aveva già iniziato ad assumere una posizione insolita.

Chi sono

Da principio il disagio è stato minimo, legato solo ad un fatto estetico. Il mio metro e settantacinque, le mie abitudini e il mio stile di vita mi hanno consentito di indossare scarpe basse, poco impegnative e sostanzialmente comode. La ricerca della scarpa ideale si esauriva nel giro di una piacevole passeggiata fino al primo negozio di scarpe sportive.

A quell’età non credevo possibile che la mia professione futura e il cambio di stile di vita avrebbero potuto rendere la mia vita così difficile.

Il cambio di condizione

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L’abbigliamento e con esso la scelta della scarpa da indossare sono da tempo diventati una questione di stile da ottemperare spesso anche sul luogo di lavoro. Il mio ufficio di una prestigiosa società di consulenza nel cuore di Milano, a causa di un rigido dress code da rispettare, ha reso vitale la mia capacità di indossare scarpe con il tacco. La quotidianità di questo gesto è stata per me un vero e proprio incubo.

Le difficoltà quotidiane con l’alluce valgo

Nemmeno il tempo di raggiungere l’ufficio e la pianta del mio piede sinistro pulsava dentro il decolté troppo stretto. La ricerca della scarpa ideale é sempre stata per me una vera e propria caccia al tesoro. Ancor prima di calzare la scarpa, ero già conscia del fatto che mi avrebbe fatto male. La pianta del mio piede è troppo larga per poter indossare il mio numero, il 38, ed il piede troppo corto per un 39.

È stato difficile e spesso penoso indossare una scarpa che non faceva per me. Spesso ero costretta a camminare male per dare sollievo alla “cipolla” stretta come in una morsa.

Basta con la sofferenza

Il risultato era un male alla caviglia che spesso coinvolgeva anche il piede destro. All’ennesima delusione post-acquisto ho capito che rivolgermi ad un professionista poteva essere l’unica soluzione al mio problema.

Con sorpresa ho scoperto che la mia è una patologia comune: l’alluce valgo spesso si associa ad una deformità speculare a livello del V dito.

La notizia straordinaria è che mi sono colpevolizzata per anni senza motivo.

Gli errori del cammino

Non sono state scarpe sbagliate ad indurre questa deformità, ma la mia genetica.

La soluzione

È rassicurante sapere che a questo esistono soluzioni chirurgiche oggi mini-invasive. In particolare, significa: anestesia in cui si addormenta solo la gamba dalla caviglia in giù e carico immediato – camminare da subito, il giorno stesso dell’intervento!.

Dopo un mese tornerò alle mie scarpe abituali e tra 2 o 3 mesi Jimmy Choo, Louboutin e Casedei non saranno più dei desideri proibiti!

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