La ricerca per un chirurgo è la forza del gruppo.

Un’occasione come quella di OSR [Ospedale San Raffaele] Scientific Retreat è una fonte di stimolo.
Grazie al dr. D’Ambrosi e alla dr.ssa Maccario di averci rappresentato, presentando la nostra ricerca su cartilagine e protesi di caviglia per la cura dell’artrosi di caviglia.

La ricerca, nei secoli, ha avuto la forza di trasformare la medicina, da un sorta di disciplina pitagorica fondata su conoscenza e intuizioni, in una scienza fondata sull’evidenza.

Oggi, per un chirurgo ortopedico, ricerca significa curare i propri pazienti, fare del proprio meglio e non accontentarsi di quello che appare come un risultato immediato.

La chiave è chiedersi come vanno nel tempo le cose, chi sono i pazienti soddisfatti, chi quelli meno.

Questo è il processo naturale per comprendere e per migliorarsi, in qualsiasi lavoro, se si è guidati dalla passione.

Siamo medici, chirurghi, e la nostra via per comprendere quello che facciamo è la raccolta dei dati e la loro interpretazione. Per ottenere dei risultati in questo ambito è fondamentale essere un gruppo.
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La forza del team nella ricerca scientifica

Chi opera, chi segue il paziente, chi raccoglie i dati, chi li interpreta, chi scrive: siamo una squadra!

È un lavoro che, talvolta, può apparire noioso o demotivante, soprattutto quando si incontrano dei muri difficili da superare, quotidianamente.

Altre volte è la ricerca stessa ad avere dei limiti. Quando non è guidata da chi davvero si spende in quella determinato campo, quando è fine a se stessa.

Tutti noi cresciamo con l’idea che “pubblicare è importante”, ma penso che sia altrettanto importante riconoscere alla nostre pubblicazioni un ruolo e un dovere: essere utili a chi le legga.

La via della scienza è ovviamente quella della super-specializzazione, ma talvolta questa strada rischia di ritorcersi su se stessa, spegnendosi in un vicolo cieco, senza uno scambio.

Capita che lo scambio più fertile possa avvenire tra settori diversi e lontani tramite, per esempio, la condivisione di un metodo.

Purtroppo è molto difficile creare queste occasioni di scambio allargato: l’incontro tra professionisti di settori diversi, senza un’apparente utilità pragmatica immediatamente percepibile è un lusso che raramente ospedali ed enti di ricerca possono permettersi.
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San Raffaele Scientific Retreat: l’apertura ai ricercatori dell’IRCCS Galeazzi

Ecco perché abbiamo vissuto con entusiasmo l’occasione offerta dall’OSR [Ospedale San Raffaele] Scientific Retreat e la sua apertura ai ricercatori e ai clinici di IRCCS Galeazzi.

È un momento raro in cui la ricerca clinica e la ricerca di base, con i loro protagonisti, si possono incontrare, provare a comprendersi l’un l’altra, ed ognuna acquisire nuovi spunti.

Sono orgoglioso che il nostro gruppo sia stato coinvolto in questo meeting così diverso dagli incontri scientifici cui siamo soliti partecipare.

I risultati che abbiamo portati sono quelli legati alla ricerca che conduciamo quotidianamente in ambito di caviglia: joint-preserving-surgery attraverso la cura e la chirurgia della cartilagine, e la chirurgia protesica, quando non è più possibile preservare l’articolazione, ma è fondamentale conservare il movimento.

Grazie al dr. D’Ambrosi e alla dr.ssa Maccario che ci hanno rappresentato in questa occasione, presentando le nostre idee, i nostri risultati, ma soprattutto confrontandosi con i ricercatori del San Raffaele, l’ospedale in Italia simbolo della ricerca.
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