In questo articolo parliamo in dettaglio di:
La ricerca di base: l’applicazione ortopedica della medicina rigenerativa
La ricerca clinica
Il valore della ricerca


L’espressione Round Robin deriva dal termine «ruban rond» («nastro rotondo» in lingua francese): nel XVII secolo, indicava l’usanza di disporre in cerchio le firme di una petizione inviata dall’autorità, così da rendere impossibile l’identificazione di un capo o di un ordine gerarchico tra i firmatari. Era un’usanza comune anche nella British Royal Navy, i cui marinai firmavano in tal modo una lettera di reclamo indirizzato agli ufficiali.
Il Galeazzi Round Robin sarà una giornata di lavoro e networking interno per la ricerca.
È benvenuto chi fa ricerca e chi la vuol fare.

“Ricerca” e’ una parola che ottiene sempre consensi.
È un termine che ricorre all’infinito.
Ha un accezione positiva quando viene utilizzata per confermare la bontà del lavoro di una équipe o di un Istituto. Ha, invece, un’eccezione negativa quando si fa riferimento a studi che non vengono eseguiti per mancanza di fondi o a conoscenze che ancora mancano. Ad ogni modo, è una parola che suscita costantemente attenzione, risvegliando la coscienza di ognuno di noi.
Ma cosa significa realmente “ricerca” per chi ci si trova coinvolto?
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La ricerca di base: l’applicazione ortopedica della medicina rigenerativa

Innanzitutto, esiste una ricerca di base, condotta principalmente nei laboratori di Biotecnologie, Chimica, Farmacologia e Fisica per cui non sempre è possibile vedere immediatamente un’applicazione diretta, ma che è da considerarsi un po’ il polmone di ogni forma di ricerca. Questo polmone diventa sempre più produttivo quando medici e “scienziati di base” si incontrano. Dal dialogo nascono le congiunzioni più fruttuose.
Un esempio vincente è quello dell’Ortobiologia, che in questi anni ha dato tanti risultati in Medicina Rigenerativa.
L’Ortobiologia nasce proprio dalla collaborazioni tra Biologi e Ortopedici alla ricerca di soluzioni sempre migliori e di cellule sempre più efficaci per stimolare i processi di guarigione del nostro corpo.
È a questo filone che si devono PRP, gel piastrinico, cellule prelevate dal midollo osseo (iliac aspirate), cellule prelevate dal tessuto adipose (Lipogems). Sono opzioni che tanto interesse stanno riscuotendo nella Ortopedia dello sport, ma che oggi trovano applicazione anche in campi molto più estesi di Ortopedia, per qualsiasi paziente.
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La ricerca clinica

Poi, esiste una forma di ricerca, definita come “clinica”, che coinvolge più direttamente e più frequentemente medici e, inevitabilmente i pazienti.
In questi casi, una prima forma di ricerca, quella che può sembrare la più semplice e banale, ma a cui si può ricondurre ancora oggi l’origine delle ricerca clinica è quella retrospettiva.
È “semplicemente” la forma di ricerca che risponde alla domanda più semplice che ogni medico si fa: “Come stanno i pazienti dopo che li abbiamo curati?”. Può sembrare davvero banale, ma è molto difficile capirlo.
Spesso il medico è sommerso dalla sua routine: i pazienti, l’attività assistenziale e l’attività chirurgica (per le specialità che la richiedono). Ovviamente a questo si aggiunge la prospettiva del medico, che è diversa da quella del paziente. A un certo punto si può arrivare ad avere un’idea davvero distorta, in cui il risultato percepito da paziente e medico sono due valori agli antipodi. Ecco perché per questa forma di ricerca serve un’organizzazione metodica.
Innanzitutto, partendo dalla base della piramide, è fondamentale il consenso del paziente a raccogliere i dati clinici. In realtà, questo è uno dei regali più grandi che un malato possa fare a futuri pazienti: offrire sempre più numeri e certezze per interpretare la bontà di un trattamento e poterlo migliorare.
Oltre al consenso, serve un sistema per raccogliere dati. Ecco perché per fare ricerca un medico da solo non basta. Serve un team che acquisisca dati ad intervalli regolari. Serve un Istituto che abbia a cuore i propri pazienti e sviluppi software e sistemi per catalogare e rendere fruibili questi dati. Infine serve una stretta collaborazione tra statistici e medici per interpretare dei dati, che altrimenti avrebbero poco significato.
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Il valore della ricerca

Ebbene, la ricerca retrospettiva è faticosa e ricca di contrattempi, ma è la base per pensare a progetti più ambiziosi.
Infatti, per giustificare il disegno di studi più costosi è imprescindibile avere una prospettiva corretta sulla propria attività.
Il nostro Istituto organizza questa settimana il Round robin della ricerca.
Un evento che interpretiamo come un’occasione per tutti i protagonisti della ricerca di dialogare.
È un’opportunità alla quale siamo orgogliosi di essere invitati a portare la nostra esperienza, come una goccia nel mare, con l’entusiasmo di chi vede nel dialogo scientifico la possibilità di comprendere meglio il valore dell’integrazione che solo un centro di riferimento ed un IRCCS può offrire: ricerca di base, registri protesici (PROMS) per la ricerca retrospettiva ed integrazione tra i professionisti della ricerca.
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