Batistuta dichiara di aspettare una protesi di caviglia affidabile e di preferirla ad una fusione della caviglia.

Ecco il mio pensiero; la protesi di caviglia ha avuto un’evoluzione veloce negli ultimi 10 anni, tanto nella tecnologia quanto nel design. Basti pensare che 15 anni fa, il pensare ad una protesi di caviglia, era considerato una scommessa… non sempre vincente.

Spesso, in passato, si perdeva del tempo prezioso consigliando al paziente di convivere con il dolore o, nel caso questo fosse insopportabile, si pianificava un’artrodesi, ossia una fusione della caviglia a 90 gradi.

Oggi possiamo affermare di aver compreso la biomeccanica della caviglia e i nuovissimi disegni protesici – che ne riproducono l’anatomia con estrema fedeltà – offrono realmente le soluzioni affidabili, anche per pazienti più giovani.

L’evoluzione dei materiali ha permesso un ulteriore passo in avanti. Il trabecular metal (un materiale derivato dalla lavorazione del Tantalio), presente nella protesi che utilizzo, viene riconosciuto dalle cellule che producono osso nel nostro organismo come uno scheletro da abitare. Questa protesi , infatti, non richiede cementazione ed è da considerarsi come una nuova articolazione artificiale all’interno del nostro organismo al posto di quella malata da sostituire.

Proprio per questo dispiace sapere che, ancor oggi, la protesi di caviglia sia considerata una tecnica innovativa a cui ci si approccia con molta diffidenza.

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