In questo articolo parliamo in dettaglio di:
I numeri del diabete in Italia
Diabete e artrosi di caviglia
Protesi di caviglia e diabete


L’artrosi di caviglia colpisce pazienti vittima di un trauma in grado di generare una frattura (malleolare o pilone tibiale), pazienti affetti da malattie infiammatorie sistemiche (artrite reumatoide, lupus, ecc) e malattie da deposito (emocromatosi, per esempio).
D’altro canto il diabete è una patologia in continuo aumento, tanto da portare a parlare gli esperti di “epidemia mondiale di diabete“.
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I numeri del diabete in Italia

In Italia, la prevalenza (il numero di casi) per il diabete di tipo 1 oscilla tra lo 0,4 e l’1% della popolazione.

La prevalenza per il diabete 2, se indagato con indagini mirate è stimabile intorno all’ 8-11% della popolazione.

Questi numeri così significativi sono, senza dubbio, legati a stili di vita sedentari, alimentazioni non equilibrate, sovrappeso ed obesità.
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Diabete e artrosi di caviglia

È quindi chiaro che anche i pazienti affetti da artrosi di caviglia non ne sono immuni o perché diabetici prima dell’evento traumatico o perché ammalatisi in seguito, anche a cause della vita sedentaria cui sono obbligati dalla loro caviglia.

È pensiero comune pensare che il diabete sia una delle cause più importanti di fallimento degli interventi ortopedici.

Questo porta spesso noi medici a sconsigliare interventi chirurgici a pazienti diabetici, anche se possono migliorare sensibilmente la loro qualità della vita.

In realtà, il diabete mellito non rappresenta una controindicazione a priori all’intervento di protesi di caviglia, cosi come ad altri interventi ortopedici.

È evidente che si parla di diabete mellito compensato, con valori nella norma (glicemia, ma anche emoglobina glicata).

Il diabetologo, pertanto, è sempre fondamentale e gioca il ruolo da protagonista!
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Protesi di caviglia e diabete

Indubbiamente però, questo articolo pubblicato su Foot and Ankle International, autorevole rivista in ambito di chirurgia della caviglia e del piede, ci conferma che il paziente diabetico può essere un candidato alla protesi di caviglia senza avere un rischio aumentato rispetto ai pazienti che non ne sono affetti.

Si tratta di dati che anche il nostro database conferma e che il dr. Gross ha pubblicato lavorando alla “Duke University”, un’università che ricordo con piacere come parte della mia formazione.

Il Dr.Gross, inoltre, è un collega americano, che stimiamo e con cui collaboriamo per diversi progetti.

Sono, pertanto, felice di postare i risultati di questo suo studio, che da più serenità a noi chirurghi ed ai nostri pazienti diabetici.
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