Una settimana fa si è tenuto lo “users-meeting” per la protesi di caviglia TM Ankle.
I maggiori utilizzatori nel mondo sono stati invitati; 2 chirurghi degli Stati Uniti: Prof. Schon e Dr. Herbst, Prof. Younger e Dr. Lou e la mia presenza per l’Europa.
Uno sforzo importante, soprattutto, per chi veniva da lontano come me, un giorno e una notte soltanto a Chicago e, poi, di nuovo a casa: mia moglie, il mio lavoro, i miei pazienti, il mio gruppo.
Ma cosa significa un incontro del genere?
È un incontro informale tra i chirurghi che più frequentemente utilizzano un determinato prodotto, in questo caso la protesi di caviglia TM-Ankle Zimmer-Biomet.

La protesi di caviglia

È un’opzione davvero diversa dal passato. La novità più evidente, a prima vista, è l’approccio laterale all’articolazione. I vantaggi sono molti di più di quanto si potesse immaginare all’inizio, quando abbiamo cominciato ad avvicinarci a questa filosofia.

La retrazione dei tessuti molli

Nei casi di artrosi di caviglia, storicamente, il problema importante è la retrazione dei tessuti molli (capsula e tendini) posteriori. Spesso, infatti, i nostri pazienti hanno una deformità in equinismo. In pratica, la maggior parte dei pazienti affetti da artrosi di caviglia camminano in punta di piedi per alterazioni scheletriche e conseguenti retrazioni cicatriziali dei tessuti molli posteriori.

I vantaggi dell’accesso laterale

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Una difficoltà che il chirurgo affronta con un incisione anteriore è quella di eseguire il “release posteriore“. È un problema logico: la maggior retrazione è dietro e l’approccio all’articolazione è davanti. In poche parole si è molto distanti dall’area chirurgica che si vuole andare a “liberare“.
È evidente che poter accedere lateralmente all’articolazione mette in condizioni il chirurgo di vedere direttamente questi tessuti posteriori e questa liberazione risulta davvero tecnicamente più semplice.
Da questo vantaggio iniziale, nascono altre caratteristiche tecniche assolutamente uniche, come, per esempio, i tagli ossei di preparazione all’inserimento dell’impianto. Da laterale, è possibile eseguire dei tagli curvi, ossia più simili alla forma originaria della caviglia. Questa non è una caratteristica da poco ed è un aspetto che abbiamo studiato e analizzato nel nostro gruppo.

La nostra pubblicazione a riguardo dell’accesso laterale

Recentemente, abbiamo pubblicato la nostra analisi sulla rivista scientifica europea di chirurgia della caviglia e del piede con un articolo dal titolo: “Tibial slope in total ankle arthroplasty. Anterior or lateral approach“.
È, quindi, evidente che i tagli di preparazione curvi, ci permettono avvicinarci il più possibile ad una caviglia sana nell’anatomia (la “forma” della caviglia) e nella sua funzione.

L’evoluzione della protesi di caviglia

L’obiettivo più immediato di questo meeting è di condividere le proprie esperienze, i “tips and falls“: ossia i problemi e i piccoli “trucchi” chirurgici. Ovviamente questo non è, però, la principale ragione per il nostro incontro.
L’idea è di guidare il futuro sviluppo della protesi, suggerendo strumenti nuovi di cui il chirurgo avverte la necessità, la modifica di strumenti esistenti e progettare implementazioni nel design della protesi per ottenere risultati ancora migliori.
È stato per me un privilegio vedere tradotti nel giro di poco tempo alcuni miei vecchi suggerimenti ed immaginare un futuro in cui noi, nella nostra sala operatoria con i nostri pazienti, ed altri chirurghi nel mondo, nelle loro sale con i loro pazienti, possiamo tutti beneficiare gli uni delle esperienze degli altri con l’obiettivo di avere protesi posizionate in modo sempre più preciso e nel più breve tempo operatorio possibile.

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