In questo articolo parliamo in dettaglio di:
Il mio intervento sulla protesi di caviglia
Protesi di caviglia: quali sono i casi indicati?
Perone e artrosi di caviglia


Domani avrò l’onore di tenere un webinar sul portale FootInnovate sul tema: “Protesi di caviglia e approccio laterale: un radicale cambio di prospettiva”.
FootInnovate è un portale scientifico che ha l’obiettivo di favorire la diffusione delle evoluzioni scientifiche e tecniche in ambito di chirurgia del piede e della caviglia. I miei maestri americani Mark Myerson e Jim Dr Deorio sono tra i fondatori.
È per me un onore, ma soprattutto un’emozione profonda essere invitato a trasmettere la mia esperienza tra i maestri e dai miei maestri.
Indubbiamente, chi mi ascolterà troverà la mia voce commossa ed entusiasta, con la speranza di essere motivo di ispirazioni per tanti colleghi che, come me, hanno l’obiettivo di curare l’artrosi di caviglia preservando il movimento.
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Il mio intervento sulla protesi di caviglia


Protesi di caviglia: quali sono i casi indicati?

Storicamente la protesi di caviglia è stata descritta per i casi di artrosi di caviglia allineati: senza deformità.
Tuttavia, si trattava di un numero di pazienti molto limitato, perchè l’artrosi di caviglia è nel 70% dei casi post-traumatica.
Sono quindi pazienti che hanno subito gravi traumi, fratture, talvolta perdita di sostanza cutanea. Nei casi più sfortunati sono stati curati da chirurghi plastici ed ortopedici insieme, alleati per la guarigione di tessuti molli [muscoli, tendini, sottocute, pelle] e dello scheletro.
Pertanto, la maggior parte dei pazienti affetti da artrosi di caviglia, soffrono anche di zoppia legata al movimento ridotto e, appunto, alla deformità del complesso piede-caviglia.
L’indicazione alla protesi solo per i casi allineati è stata legata ad iniziali limiti tecnici, ma ha rallentato la diffusione di questa soluzione per l’artrosi di caviglia.

Oggi la miglior comprensione della caviglia ed il miglioramento dei disegni protesici, ha permesso un miglioramento rispetto al passato dei risultati e la possibilità di poter curare quasi tutti i pazienti affetti da artrosi di caviglia, anche quelli con gravi deformità.

Ovviamente, l’artrosi di caviglia è una patologia altamente invalidante, allo stesso modo di patologie cardiache, renali e dell’artrosi che può colpire anche altre articolazioni, come anca e ginocchio.
Questa affermazione non è figlia della mia empatia nei confronti dei miei pazienti, ma è legata a dati scientifici: la letteratura scientifica oggi infatti misura questo livello di disabilità!
Ogni patologia importante merita di essere trattata con grande rispetto, da chirurghi che siano al termine della learning curve (apprendimento). Infatti, anche l’affidabilità del chirurgo è un aspetto che oggi viene misurato nelle pubblicazioni.
La letteratura oggi ci parla della necessità del chirurgo di eseguire con una determinata frequenza l’intervento e di farlo dopo un percorso di apprendimento che abbia visto il chirurgo frequentare équipe e ospedali ad alto volume per quella determinata patologia.
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Perone e artrosi di caviglia.

frattura-pilone-tibiale-placca-viti-MIPO Frattura pilone tibiale ridotta e sintetizzata con placca e viti con metodica MIPO.
È evidente una ricostruzione anatomica della caviglia con placca impiantata con tecnica MIPO per la tibia e placca a viti del perone per ripristinare la lunghezza del perone.
Ripristinata la lunghezza del perone è evidente come l’articolazione sia tornata ad essere congruente.
Il perone molto spesso viene coinvolto nelle fratture bimalleolari e trimalleolari.
La difficoltà del traumatologo è ripristinare il perone in modo il più simile possibile a prima del trauma.
In passato il perone è stato interpretato come un segmento scheletrico non particolarmente importante: il carico infatti viene trasmesso dalla tibia.
In realtà, pur non avendo il ruolo del vettore di carico, il perone condiziona la posizione dell’astragalo nell’articolazione della caviglia e della sottoastragalica.
Un perone lungo condiziona, pertanto, la caviglia in varismo. Viceversa un perone lungo agisce come responsabile di una deformità in valgismo.
Il vantaggio dell’approcio laterale e dell’osteotomia del perone è proprio quello di annullare questa eventuale deformità legata al perone e favorire l’allineamento della caviglia e l’impianto della protesi.
La protesi di caviglia è un intervento affidabile che permette oggi di curare pazienti affetti da artrosi e deformità preservando il movimento dell’articolazione malata.
È fondamentale pianificare l’intervento sulla base di RX dei piedi e della caviglie in carico, ossia eseguite stando in piedi. È infatti in carico che la caviglia deve tornare a lavorare e – sempre in carico – che va studiata prima di essere operata.
Questo è indubbiamente un messaggio di speranza e novità per i pazienti, che, tuttavia, devono essere informati che una protesi alla caviglia non funziona bene come una caviglia sana, ma meglio di una caviglia malata!
Questo è importantissimo per cominciare un rapporto di fiducia e lealtà tra medico e paziente!
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