La protesi di caviglia mobile-bearing attraverso dei micro-movimenti tra le componenti va incontro a degli adattamenti nei primi sei mesi che aiutano a compensare le alterazioni anatomiche presenti nella gamba del paziente.

La rivista scientifica su cui abbiamo pubblicato: Foot and Ankle International

Foot and Ankle International (FAI) è la rivista scientifica più importante per chi, come noi, si occupa di chirurgia della caviglia e del piede. Questa rilevanza non deriva soltanto da un autorevolezza conquistata nel tempo.
Il mondo scientifico ha, infatti, la necessità di misurare e dimostrare ogni affermazione e, da questo principio, non esula certo l’autorevolezza scientifica.

Le certificazioni per le pubblicazioni scientifiche

Esistono, pertanto, due diversi livelli di “certificazione”.
Il primo, quello più semplice, è l’indicizzazione sul portale scientifico Pubmed.
Pubmed è un portale che noi medici utilizziamo come un vero e proprio motore di ricerca dedicato alla Scienza, su cui possiamo trovare articoli, cercandoli per argomento o per autore.
Ebbene, il primo criterio per acquisire autorevolezza per una rivista è essere indicizzato su pubmed.
Questo, però, è un criterio base, che non offre certo la possibilità di creare una classifica tra le riviste. Ecco, invece, il ruolo dell’Impact Factor (IF). In base alla qualità degli articoli ed in base a quanto siano rilevanti e, quindi, citati dalla comunità scientifica, il giornale acquisisce un impact factor che viene pesato e modificato ogni anno.
L’impact factor è, quindi, uno strumento che il medico utilizza per valutare la credibilità e l’attendibilità di quanto legge.
Foot and Ankle International è, ovviamente, indicizzato su Pubmed con l’impact factor più alto in ambito di piede e caviglia da sempre!

Il nostro studio sulla protesi di caviglia

usuelli-xray
Quando un chirurgo programma un intervento di protesi di caviglia, spesso deve affrontare il problema della deformità.
Infatti, l’artrosi di caviglia è normalmente conseguenza di un trauma importante, in grado di determinare delle fratture. Le fratture comportano spesso un’alterazione della forma originaria della caviglia. Si tratta, pertanto, di pazienti che lamentano una notevole differenza tra un arto e l’altro (sano e, quindi, non deformato).

Le deformità in varo o valgo

Le deformità di cui sopra, possono essere in varo o valgo.
Significa delle alterazioni che portano a caricare solo il lato esterno del piede, in caso di varismo, o quello interno, in caso di valgismo. Sono deformità che possono essere anche complesse da curare e richiedere dei tempi chirurgici accessori (osteotomie), ma sono evidenti ad occhio nudo anche ad un non professionista.

Le deformità sagittali

Esistono, invece, delle deformità più insidiose, che noi medici, definiamo come sagittali.
In poche parole sono deformità in cui l’astragalo e, con esso, il piede, appaiono traslati anteriormente o posteriormente rispetto alla tibia. Sono pazienti che spesso appoggiano il piede in equinismo, ossia in punta di piede, e che, per eseguire un passo più normale, si ritrovano costretti ad iperstendere doloramente il ginocchio.
Ebbene, queste deformità sono spesso più difficili da correggere completamente, con un approccio anteriore. Al contrario, con un approcio laterale, oltre ad avere un impatto cosmetico migliore, su una gamba spesso con precedenti cicatrici, si riesce a controllare anche questa speciale deformità con precisione ed affidabilità.

I nostri risultati

Nei nostri casi di protesi di caviglia Hintegra, impiantati con approccio anteriore, abbiamo registrato un movimento di compenso dell’astagalo e, quindi, del piede sul piano sagittale (da avanti, indietro) rispetto alla tibia. Questo meccanismo si manifesta entro i primi sei mesi ed è possibile solo negli impianti mobile-bearing, ossia quelli costituiti da 3 pezzi: tibia, astragalo e menisco mobile.
Questo fenomeno, spiegato grossolanamente, significa che l’astragalo ha bisogno di circa 6 mesi per scivolare indietro nella sua posizione esatta rispetto alla gamba. Si parla, ovviamente,di micro-spostamenti di millimetri, che aiutano i nostri pazienti a tornare ad un passo più fisiologico.
È un compenso che richiede sei mesi per completarsi, ma di cui, i pazienti, beneficeranno per l’intera vita della loro protesi.


Scarica l’articolo originale:
Posterior Talar Shifting in Mobile-Bearing Totale Ankle Replacement
Foot & Ankle International © 2016. Vol 37(3) 281-187


Scrivimi ora