L’alluce valgo è una patologia piuttosto comune che tende a presentarsi principalmente nel sesso femminile.

Nell’immaginario collettivo è spesso associato all’utilizzo di calzature improprie, ma, al contrario, è più frequentemente, correlato ad altre patologie o deformità del piede quali sindrome pronatoria (piede piatto) o malattie sistemiche come l’artrite reumatoide.

Come si presenta

Si tratta di una deformità che coinvolge il primo dito del piede, che appare deviato lateralmente contro le altre dita, con contemporanea sporgenza mediale del primo metatarso. Il valgismo dell’alluce può progredire nel tempo, portando, non di rado, ad una deformità delle dita che tipicamente tendono a divenire a griffe o a martello.

Importante è anche definire il grado del valgismo dell’alluce che deve essere valutato con una radiografia del piede in carico.

I sintomi dell’alluce valgo

La sintomatologia che colpisce chi soffre di alluce valgo spesso accomuna tutti i pazienti.

Si tratta di un tipico dolore a livello della cosi chiamata “cipolla” talvolta esacerbato dall’utilizzo delle calzature e non raramente accompagnato da un dolore sotto la pianta del piede a livello delle teste metatarsali, causato dal sovraccarico a cui queste ossa sono sottoposte (metatarsalgia). Infatti il valgismo dell’alluce porta il primo metatarso a “lavorare” in modo scorretto. Viene quindi a mancare, da parte del primo dito, la forza propulsiva di spinta durante la fase del passo e come conseguenza, vengono sovraccaricati i metatarsi minori del II, III, IV e talvolta V dito.

Ecco quindi spiegata anche la comparsa della fastidiosa ipercheratosi plantare (calli) che solitamente si viene a creare in queste situazioni.

Quali soluzioni abbiamo?

Alluce Valgo le scarpe
Le armi che abbiamo a nostro favore in realtà non sono molte, ma efficaci.

Nel caso di un dolore plantare importante esacerbato dalle lunghe camminate ed indipendenti dalla calzatura, un plantare può essere la scelta corretta. Il plantare non ha una funzione correttiva. Non è come un apparecchio in grado di raddrizzare i denti. In questo caso il plantare ha una utilità e un effetto, finché lo si indossa. Togliendolo dalla calzatura semplicemente il piede torna a comportarsi come ha sempre fatto. Il plantare va indossato in una scarpa chiusa e contenitiva in modo che non “sbandi” all’interno della calzatura e che ogni sostegno e cuscinetto creato combaci perfettamente con l’area plantare da scaricare.

Il plantare però non è una valida soluzione in quei pazienti che lamentano una sintomatologia legata solamente al primo metatarso che, sporgendo, entra in attrito con la calzatura generando talvolta una borsite acuta che può arrivare ad indurre un’ulcerazione locale e infezioni.

La chirurgia dell’alluce valgo: varie tecniche chirurgiche

In questi casi l’unica reale soluzione è l’intervento chirurgico.

Bisogna essere chiari: questo non significa che un paziente debba per forza operarsi. L’intervento di correzione dell’alluce valgo non è un intervento salva vita. Bensì, nel momento in cui si decida di intraprendere delle cure, il paziente deve essere ben informato sull’utilità del trattamento suggerito. Nel caso dell’alluce valgo, essendo il problema di origine bio-meccanica, l’unica opzione terapeutica valida rimane l’intervento chirurgico.

Proprio per il ruolo da protagonista che l’intervento chirurgico riveste nella cura di questa patologia, molta è stata ed è tutt’ora, l’attenzione posta nei confronti di queste tipologie di interventi. Sono state infatti ideate varie tecniche chirurgiche ognuna volta a ridurre i tempi chirurgici e permettere un più rapido recupero. Si parla di tecniche tradizionali, tecniche mini-invasive effettuate con mini incisioni chirurgiche, tecniche percutanee e miste. Ogni tecnica è da considerarsi affidabile nelle mani di un chirurgo esperto.

Molti sono stati i passi avanti e l’evoluzione in questo ambito: vecchi interventi che si riproponevano solo di ritensionare la capsula attorno al metatarso, dopo una semplice resezione ossea (esostectomia), sono stati infatti abbandonati perché dolorosi e spesso non definitivi.

Cosa significa per un paziente affrontare un intervento di alluce valgo

L’intervento avviene in regime di Day Hospital questo significa venire ricoverati il mattino e essere dimessi nel tardo pomeriggio. Il paziente può abbandonare l’ospedale deambulando con l’apposita scarpa post-operatoria.

Nel post-operatorio i pazienti, con lievi variazioni in base alla tipologia di intervento svolto, potranno camminare utilizzando una scarpa piana che va portata per 30 giorni. Quest’ultima al contrario della “vecchia” scarpa Talus, è fornita di una suola piana in modo da agevolare ed evitare posizioni viziose durante la deambulazione.

È importante però rispettare i tempi di recupero. Questo vuol dire che la soddisfazione dopo l’intervento e il ritorno all’utilizzo delle normali e più gradevoli calzature, avviene solitamente ad un mese e mezzo dall’intervento. Grazie all’apposita scarpa post operatoria però, il/la paziente è in grado di preservare la sua autonomia anche nell’immediato post operatorio senza l’utilizzo di stampelle.

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