Tra le condizioni cliniche che possono colpire il piede, l’alluce rigido è senza dubbio una delle più difficili da identificare per il paziente.
Infatti, mentre la deviazione dell’alluce valgo è facilmente intuibile anche per un “non addetto ai lavori”, l’alluce rigido è di più difficile identificazione.

Si tratta di una condizione nella quale l’alluce è come “bloccato”, raggiungendo un raggio di movimento limitato.

Questo avviene a causa dell’elevazione del primo metatarso, caratteristica anatomica tipica dei pazienti che presentano questa patologia, che può evolvere, proprio a causa dell’alterata biomeccanica del piede, in un’artrosi precoce dell’articolazione metatarso falangea.

I sintomi, al contrario, risultano spesso molto simili a quelli dei pazienti che presentano un alluce valgo, specialmente nella fase iniziale.

Indubbiamente, fra le condizioni che interessano il piede, l’alluce rigido, insieme all’alluce valgo, è una di quelle patologie che necessita più frequentemente di un trattamento chirurgico.
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Cos’è l’alluce rigido

L’irrigidimento del primo dito del piede è un problema piuttosto comune, sia tra gli uomini che tra le donne.

Sono però molte le persone che, non avendo alcun sintomo o disagio da questo problema, ci convivono serenamente per tutta la vita, grazie a dei meccanismi di adattamento del corpo.

La vera responsabile dell’alluce rigido è la prima articolazione metatarso-falangea, quell’articolazione che si trova alla base dell’alluce e congiunge la falange prossimale del primo dito con la testa del primo osso metatarsale.

Come precedentemente accennato, la causa dell’alluce rigido risiede nell’elevazione del primo raggio, cioè del primo metatarso.

Si tratta di una condizione congenita, talvolta ben compensata dal corpo, altre volte meno. A causa di questa elevazione la falange prossimale del primo dito si ritrova letteralmente a urtare il metatarso durante i movimenti di dorsiflessione dell’alluce [mezzapunta].

Questi piccoli ma continui urti, con l’andare del tempo, vanno a creare una piccola esostosi [protuberanza ossea] a livello dell’articolazione metatarso-falangea, che spesso risulta ben visibile a livello dell’alluce, dorsalmente.

Questa esostosi ossea talvolta può essere più cospicua e venir confusa con la “cipolla” dell’alluce valgo, pur differendo rispetto ad essa, poiché mentre la “cipolla” si presenta lateralmente, l’esostosi dell’alluce rigido è tipicamente dorsale.

Inoltre quando si parla di alluce rigido, il primo dito è dritto, non come nel caso dell’alluce valgo, deviato verso le dita. In ogni caso, non è impossibile che alluce valgo ed alluce rigido siano presenti contemporaneamente. Al contrario di quanto si possa pensare, infatti, si tratta di un evento abbastanza comune.

Ricordo inoltre che sia l’alluce valgo che l’alluce rigido possono essere la causa di un’evoluzione artrosica dell’articolazione metatarso falangea proprio a causa dell’alterata biomeccanica che è alla base di queste due patologie.
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Alluce rigido: sintomi e diagnosi

Il dolore che deriva da questa condizione esordisce di solito quando si compiono movimenti che sovraccaricano particolarmente l’articolazione metatarso-falangea come l’accovacciarsi o l’andare in punta di piedi.

Altre volte, specie se la patologia è in una fase più avanzata, il dolore può essere presente ad ogni passo, proprio nella fase di spinta, fase in cui l’alluce è dorsiflesso.

Inoltre, non di rado, i pazienti e le pazienti riferiscono dolore a livello dell’esostosi dorsale che spesso viene compressa a livello della calzatura, anche se senza tacco [pensiamo ad una ballerina che spesso entra in conflitto dorsalmente con l’esostosi ossea in eccesso].

Nella sua forma iniziale, comunque, l’alluce rigido è solitamente una condizione asintomatica. Non è raro che i primi sintomi non derivino direttamente dal problema, ma siano causati dagli squilibri che esso produce nella dinamica del piede e dai danni che vengono di conseguenza.
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Alluce Rigido: le patologie correlate

Infatti, quando il movimento dell’articolazione si riduce sotto i 70°, durante la fase propulsiva della camminata, il piede tende a sovraccaricare i metatarsi minori [le altre dita] proprio per la mancata spinta dell’alluce: la perdita di mobilità causa una difficoltà sempre maggiore nella fase di spinta del passo.

Questo scorretto sovraccarico dei raggi minori ed il conseguente squilibrio muscolare ed articolare, esitano in un circolo vizioso che non si esaurisce fino a quando il problema non viene risolto.

Ecco perché il dolore a livello dei metatarsi e le deformità delle dita correlate, possono essere trattate indipendentemente, ma non saranno mai eliminate definitivamente se non viene individuata la causa primaria: la deformità dell’alluce che sia rigido o valgo.

Uno specialista è in grado di diagnosticare il problema correttamente osservando la conformazione del piede. Una radiografia in carico, che permette di esaminare le ossa del piede quando il paziente è in posizione eretta, è comunque sempre utile per una corretta diagnosi e per una valutazione completa anche dei metatarsi minori.

La radiografia consente al chirurgo non solo di fare diagnosi, ma di decidere che tipologia di intervento effettuare. Inoltre non meno importante consente di andare a valutare nella sua interezza il piede e l’eventuale presenza di altre patologie correlate [valgismo inter-falangeo, piede piatto, metatarsalgia, ecc.]
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Alluce rigido iniziale: la prevenzione chirurgica

I casi sintomatici di alluce rigido hanno poche possibilità di essere tenuti sotto controllo attraverso terapie conservative.

Talvolta il plantare può essere d’aiuto nelle prime fasi della metatarsalgia, ma di rado viene visto dal paziente come la soluzione definitiva anche perché percepito come un limite importante nell’indossare le calzature.

La chirurgia, nella maggior parte dei casi è effettuata con tecniche mininvasive o miste che mirano a salvaguardare il movimento dell’alluce.Si tratta di osteotomie [tagli ossei] correttive che possono riguardare sia l’alluce, che i metatarsi e le dita.

Queste tipologie di interventi sono eseguibili in anestesia locale e della durata di circa 20-30 minuti.

Nei casi in cui l’alluce presenti una degenerazione artrosica importante, è inevitabile dover ricorrere ad interventi meno conservativi sul movimento [artrodesi], ma dalla durata comunque breve e che assicurano buoni risultati.

Il limite maggiore a cui si può andare incontro effettuando un intervento di artrodesi [fusione dell’articolazione] è la rinuncia del tacco maggiore di 3-4 cm.
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Decorso post operatorio dell’intervento di alluce rigido

Il decorso post operatorio prevede l’utilizzo di un’apposita scarpa piana post-operatoria da indossare per 30 giorni dopo l’intervento.

A 30 giorni dall’intervento sarà possibile utilizzare una scarpa comoda come una scarpa da ginnastica od una ballerina.

A 90 giorni dall’intervento sarà invece possibile tornare a calzature più impegnative come scarpe con i tacchi.
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