Skip to content
Foto di un piede con alluce rigido, con la deformita evidenziata da un segno.
Federico Usuelli29-nov-2024 1.00.006 min read

Alluce rigido: sintomi, diagnosi e patologie correlate

In questo articolo parliamo in dettaglio di:

Che cos’è l’alluce rigido?

L’alluce rigido, o hallux rigidus, è una deformità che interessa il primo dito del piede. Comporta rigidità, limitazione funzionale e, nel tempo, una degenerazione artrosica dell’articolazione.

Sul piano anatomico consiste in un elevamento del primo metatarsale rispetto agli altri.

Tuttavia, non sempre, si presenta come una patologia: ci sono persone che per tutta la vita tollerano molto bene questa condizione di piede rigido, senza dolore o difficoltà.

In questi casi, in assenza di sintomi specifici, di solito non è consigliabile trattare l’alluce rigido come una malattia.

 

I sintomi dell’alluce rigido

L’alluce rigido si manifesta e viene spesso diagnosticato attraverso un segno evidente: l’esostosi dorsale. Questa talvolta viene confusa con la “cipolla” tipica dell’alluce valgo, , ma invece di presentarsi laterale si trova dorsalmente, proprio dove la falange si articola con il metatarso.
 
Grafica che rappresenta un alluce rigido, con esostosi in rilievo, dettaglio degli osteofiti e risultato di un intervento di chelectomia.
 
L’esostosi dorsale tende ad essere spesso arrossata a causa dell’attrito con calze e scarpe e può portare ad una sintomatologia importante, tanto da non permettere più al paziente di camminare con le normali calzature.
 
Spesso, però, non è l’alluce ad accendere il campanello “dolore” ma sono:
  • le dita laterali che iniziano a deformarsi;
  • la pianta del piede che sviluppa calli dolorosi.
 
L’alluce rigido infatti può essere associato anche ad altre deformità e problematiche, come per esempio:
  • Varie deformità delle dita (specialmente del secondo e terzo), a martello, a griffe, a maglio. Quasi sempre derivano da un alterato sovraccarico, causato dal malfunzionamento dell’alluce e dalle tensioni tendinee che si vengono a sviluppare diversamente in ogni soggetto;
  • Metatarsalgia, è un’altra conseguenza del sovraccarico metatarsale che si correla sia con le deformità dell’alluce (valgo o rigido), sia con la griffe delle dita, e che si manifesta attraverso la tendenza alla formazione di dolorosi calli sulla pianta del piede;
  • Tendinite dell’alluce, è l’infiammazione dei tendini che può aggravare i sintomi del piede rigido.

L’alluce rigido fin dal suo esordio causa infatti una limitazione del movimento a livello dell’articolazione.

Quando la possibilità di movimento dell’alluce si riduce sotto i 70 gradi, durante la fase propulsiva del passo, le altre dita del piede sono costrette a compensare le carenze dell’alluce.

Nel lungo periodo, questo causa la comparsa di deformità e dolore a livello della pianta del piede e della dita.
 

La diagnosi di alluce rigido

Come già detto, l’alluce rigido è caratterizzato dall’elevamento del primo metatarsale rispetto agli altri. Questo è un parametro che si studia con radiografie dei piedi in carico.

Per questo bisogna richiedere al paziente delle radiografie in carico (eseguite stando in piedi) prima di prendere una decisione terapeutica.

È una osservazione che abbiamo pubblicato già nel 2011 su Foot and Ankle International, la rivista leader nel settore scientifico.

Foto di un piede con alluce rigido con la deformità evidenziata.

La salute del piede è un problema che va ben oltre piccoli calli e gli inestetismi. Se viene trascurata, può avere conseguenze dolorose e, non di rado, un impatto sulla qualità della vita del paziente.

Per questo motivo è molto importante rivolgersi a specialisti competenti: per evitare che patologie di semplice soluzione, trattate in modo non appropriato, si trasformino in un problema capace di influenzare le scelte (non soltanto al livello estetico).

Le patologie correlate e le conseguenze dell’alluce rigido

Come ho accennato in precedenza, i sintomi dell’alluce rigido, specialmente nella fase iniziale della patologia, possono essere diversi e non interessare l’alluce stesso.

Il dolore alla pianta del piede, per esempio, si verifica per un sovraccarico a livello dei raggi minori delle dita, tanto da spingere il paziente dal medico per quella tipologia di dolore e scoprire in seguito che il problema deriva dall’alluce.

Altre volte una scorretta postura e deambulazione possono portare a scompensi che coinvolgono la fascia plantare e il tendine dell’alluce. In questi casi si parlerà di fascite plantare o di tallodinite.

Alluce rigido e piede piatto

Il piede e le articolazioni che lo sostengono debbono essere considerate come un sistema interdipendente: un difetto o una deformazione in una delle parti è il segnale di uno squilibrio che influenza tutta l’anatomia dell’area.

L’alluce rigido potrebbe quindi essere solamente la manifestazione più evidente di un problema più esteso, da trattare nel suo insieme.

Uno dei motivi per i quali il trattamento dell’alluce rigido dovrebbe essere affidato alle mani di uno specialista è proprio perché si tratta di una condizione che talvolta può essere associata ad altre patologie del piede, come per esempio il piede piatto.

In questi casi quindi, è essenziale un’analisi completa della biomeccanica di tutto il piede, compresi avampiede e retropiede. Questa più estesa comprensione ci può aiutare ad intervenire nella maniera corretta evitando di incorrere in fastidiose e dannose recidive.

Ecco perché tenere conto dell’eventuale pronazione del retropiede, osservare il paziente mentre cammina a piedi nudi, chiedergli di andare sulle mezze punte, piuttosto che di mantenere l’equilibrio sollevando prima un piede e poi l’altro, diventano gesti fondamentali, che un chirurgo ortopedico specialista nelle patologie di piede e caviglia non può perdersi.

I rimedi: intervento chirurgico o terapia conservativa?

Talvolta il trattamento dell’alluce rigido può essere di tipo conservativo e questo non dipende da quanto la patologia peggiori nel tempo, ma dal tipo di sintomatologia del paziente.

Le terapie conservative

Se il dolore è un dolore plantare a livello dei metatarsi, un plantare specifico per alluce rigido, per esempio, può aiutare a ridurre il sovraccarico sul piede, controllare il dolore e, dunque, migliorare la qualità della deambulazione.

In alcuni casi,  l’alluce rigido si associa a un’alterazione della postura del dito, che tende a piegarsi verso l’alto. Anche per l’alluce in sù, uno dei rimedi più efficaci è il ricorso a plantari personalizzati, che aiutano a migliorare l’allineamento e ridurre il sovraccarico. 

Se ci troviamo davanti ad una fascite plantare correlata ad una contrazione del tricipite surale (polpaccio), oltre che ad una cattiva e viziata deambulazione, lo stretching della muscolatura posteriore della gamba può essere molto utile.

Le soluzioni chirurgiche

Nei casi più severi possono essere necessari interventi chirurgici mirati per correggere la deformità e ripristinare la funzionalità del piede.

Ad esempio se il dolore è a livello dell’alluce, tipicamente dorsale proprio in corrispondenza dell’esostosi o aumentato nel tentativo di mobilizzazione, allora la soluzione è quella chirurgica.

Foto del dr. Usuelli nel suo studio.

Il tipo di intervento da noi effettuato è un’osteotomia detta osteotomia obliqua, che consente al metatarso di “scivolare” nella posizione corretta, non impedendo più il corretto movimento dell’alluce, che viene testato direttamente in sala operatoria. L’eventuale esostosi dorsale – se presente – viene eliminata eseguendo in aggiunta una cheilectomia dorsale, migliorando sia la funzionalità che l’estetica.

La procedura si effettua di solito con approccio mini-invasivo, in anestesia periferica, praticando un’incisione di pochi centimetri. Questo approccio permette un recupero rapido.

Il paziente sarà subito in grado di caricare il peso sul piede operato con l’apposita calzatura ortopedica (scarpa piana) da indossare per quattro settimane, per permettere la corretta guarigione dei tessuti.

Un mese dopo l’intervento sarà possibile indossare calzature comode, mentre la ripresa dei tanto agognati tacchi e delle attività sportive potrà avvenire a circa 90 giorni dall’intervento.

Per approfondire questo argomento, leggi anche il nostro blog sull’intervento per la correzione dell’alluce rigido.

ARTICOLI CORRELATI